Mediceo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE ANNATE
2022 

 

 

Mediceo
Bianco
di San Gimignano
IGT Toscana

 

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Il Vino

Prodotto da vitigni pregiati
Trebbiano e Chardonnay
in San Gimignano a 350
m.s.l.m..
E’ disponibile
in quantità limitata a seguito
di una importante selezione
sia in vigna che in cantina.

Vinificato in acciaio inox a 16°
con passaggio in tonneaux
di rovere francese dove
evolve per circa un anno
per poi concludere
l’affinamento in
bottiglia,
per un altro anno.

L’eleganza e il corpo armonico
consentono di abbinare
questo 
grande vino con
piatti compositi a
base
di pesce e crostacei.
Si
sposa bene  anche con
antipasti
leggeri e primi piatti.

 

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Dedicato alla
famiglia Medici

Nella Firenze
rinascimentale il Bianco
di San Gimignano era
un vino molto apprezzato,
soprattutto alla
corte dei Medici, tanto
che il duca Cosimo
I volle farlo effigiare nella
sala dei Cinquecento di
Palazzo Vecchio.
Veniva offerto nelle
occasioni importanti,
come il matrimonio
tra Nannina
de’ Medici,
sorella di Lorenzo
il Magnificoe Bernardo
Rucellai, avvenuto
nel 1465.
Nel 1491
Lorenzo il Magnifico,
attraverso il suo ambasciatore
Piero Alemanni
ne inviò
alcuni barili a Roma al Papa
Innocenzo III.

 

 

TORNA A SAN GIMIGNANO

Le Carrà cru Galina

 

 

LE ANNATE
2015  2014  2013 2012
2011  2010  2009  2008

 

 

Le Carrà
Barolo DOCG
cru Galina

 


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Il Vino

Prodotto da uve Nebiolo 100%
a La Morra nel prezioso lembo
di terreno denominato Galina,
con un suolo calcareo, argilloso
con tracce di sabbia
fine. Marne
in profondità. Vino di grande
struttura
e personalità. Elegante
e profondamente
legato alla zona
d’origine.

Frutto di una grande selezione
in vigna e in cantina, da apprezzare
al meglio, anche da solo come
grande vino da meditazione,
definito “vino dei re, re dei vini“
alla corte di Torino.

 

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Curiosità e Storia
Questo grande vino fu creato dalla
marchesa Juliette Colbert de
Maulévrier
Falletti di Barolo,
dall’enologo francese Louis
Oudart
e dal conte Camillo Benso di Cavour.

A seguito di una richiesta del Re Carlo
Alberto, incuriosito da
questo vino di cui
si parlava nelle
corti di tutta Europa,
la marchesa Falletti gli invio 
325
botticelle del suo Barolo, su 325
carri,
una per ogni giorno dell’anno, ad
eccezione di
quelli di quaresima, dove
non era consentito bere.
Quelle storiche
botticelle erano denominate “le Carrà”
e in
loro ricordo è stato attribuito questo nome
al nostro prestigioso barolo galina.