A Casa Aviatore con le Frecce

 


I Baronia di Carapelle conquistano le Frecce

le Frecce Tricolore,  a conclusione del tour che ha
raggiunto diverse località italiane, il primo giugno hanno fatto
sosta a
Roma per esibirsi, nei cieli della capitale, nel giorno
della Festa della Repubblica.

Casa dell’Aviatore, per l’occasione ha realizzato
una cena alla quale hanno preso parte diversi alti ufficiali dell’arma
aereonautica e la pattuglia al completo.

Al menu sono stati abbinati i due eccellenti
vini Baronia di Carapelle, il Pinot  Nero 2012 e lo Chardonnay 2015,
prodotti a circa 700 metri sul livello del mare
a Goriano Valli, nel versante aquilano della montagna d’Abruzzo.

 

 

MAGAZINE

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Il vino dall’antichità ad oggi

I Benedettini, diffusi in tutta Europa, erano famosi per il loro vino e per il consumo non proprio moderato
che ne facevano. Quando Bernardo, ex monaco benedettino, fondò nel 1112 l’ordine dei Cistercensi, fu dato impulso alla
produzione di vini di alta qualità specialmente in Borgogna, obiettivo alimentato anche dalla forte competizione
tra le abazie.
Bordeaux fa storia a sè, dominata non dal potere ecclesiastico ma da interessi commerciali con l’Inghilterra e
questo legame vinicolo tra Francia e Inghilterra è destinato a durare nei secoli.
Si comincia a delineare in questi tempi il ruolo
centrale
della Francia nella produzione di grandi vini. Il Rinascimento produce una letteratura  che rende il vino
protagonista della cultura
occidentale.
L’evoluzione della lavorazione del vetro rese più facile la realizzazione di bottiglie e
la scoperta del sughero rese possibile condizioni di conservazione ideali. Si anche affinò l’arte dei bottai.
Nel XVII secolo nella regione di Champagne si cominciò a parlare di un monaco benedettino, Dom Perignon,
famoso per il
suo perfezionismo, quasi maniacale e per il suo straordinario vino. Molti non sanno però che il suo obiettivo
era quello di
ottenere un vino fermo, ma i suoi sforzi erano frustrati dal clima e dal terreno che lo facevano
rifermentare nelle bottiglie
rendendolo spumeggiante.
Nel XVIII secolo si consolidò la tendenza a produrre vini più intensi e fermentati a lungo.
Intanto i grandi Chateau di Bordeaux continuavano a produrre vini di pregio per i loro migliori clienti, gli inglesi.Il XIX secolo  ha vissuto la massima euforia vitivinicola, tuttavia verso la fine del secolo, si abbatte
sui vigneti europei il flagello della filossera, distruggendoli o danneggiandoli gravemente, costringendo così l’Europa a
ripartire da zero. Il nuovo Mondo ha avuto la capacità  di imparare in fretta e raggiungere
risultati straordinari in pochissimo tempo. 

 

 


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