Storia del vino

La storia del Vino

 


Il vino dall’antichità ad oggi

La storia del vino è un po’ la storia stessa dell’umanità, ogni civiltà, ogni impero, ogni vicenda politica e di potere
ha avuto le proprie storie di vino,  legate agli eventi stessi che hanno delineato il corso della storia.

Muove i primi passi in oriente, nella culla della civiltà.  Gli Egiziani furono maestri di tecniche enologiche,
con cura tenevano note di tutte le fasi del processo produttivo, dal lavoro in vigna alla conservazione.
Lo testimoniano i geroglifici che rappresentano con ricchezza di particolari come si produceva il vino dei faraoni.

Attraverso i Greci e i Fenici il vino entrò in Europa e a quel  tempo si diffuse in terre come l’Italia, la Francia e la
Spagna che ne sarebbero diventate la patria. La vinificazione assunse grande importanza presso i Romani al punto da
inserire Bacco tra gli Dei e farsi promotori  della diffusione della viticoltura in tutte le province dell’impero,
fino all’Europa settentrionale.
I più celebri scrittori non lesinavano inchiostro per elargire i propri giudizi e decantare le virtù dei
vini a loro più graditi. Fu a partire dal secondo secolo che si cominciò a dare importanza alla coltivazione della vite in Borgogna,
nella Loira e nella Champagne. Le tecniche vitivinicole conobbero in quei secoli sviluppo, i Romani cominciarono a usare
barili in legno e bottiglie di vetro, introducendo ed enfatizzando il concetto di “annata” e “invecchiamento”.

Si scrisse tanto sul vino che non è difficile ricostruire una mappa vinicola della penisola al tempo dei Cesari.
Il declino dell’Impero Romano, altresì, segna l’inizio di un periodo  buio per il vino, accusato di portare ebbrezza
e piacere effimero.

Nei secoli bui del Medioevo il potere della Chiesa influì molto sullo sviluppo della vitivinicoltura,
così come sullo sviluppo della vita sociale e artistica. Il vino era sinonimo di ricchezza e prestigio e l’eccellere
nella produzione di qualità divenne per alcuni ordini ecclesiastici quasi una ragione di vita.


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La Degustazione

 

Cosa scegliere e come procedere

Sono da preferirsi gli ambienti luminosi, le tovaglie bianche, le tinte tenui alle pareti, la tranquillità e la mancanza di distrazioni. Gli odori si percepiscono meglio ad occhi aperti e negli ambienti ben illuminati.  La forma del bicchiere è importante per favorire il giusto equilibrio delle sostanze odorose presenti nel vino.  I bicchieri inoltre ad ogni cambio di vino vanno avvinati con il nuovo vino. Il bicchiere, preferibilmente da degustazione, deve essere riempito non oltre un terzo del suo volume e deve essere tenuto dallo stelo con il pollice e l’indice e sorretto con il medio dalla base. Durante l’esame di un vino delle collezioni Conti Simoncelli che decidiamo di degustare è importante soffermarsi a valutare una serie elementi molto importanti, quali: l’aspetto, il colore, la limpidezza, l’aroma, il gusto ed infine il perlage per i vini spumanti. Tratteremo di seguito questi elementi uno ad uno al fine di fornire una conoscenza di massima degli elementi che compongono.

Aspetto

La prima impressione che si ha di un vino è quella legata al suo aspetto, provando a farsi una idea del suo carattere. da un vino intensamente colorato  ci si aspetta un profumo altrettanto intenso, così come da un vino denso e liquoroso  ci si aspetta un gusto caldo e corposo.
Ma la valutazione dell’aspetto di un vino non si limita a creare delle “aspettative”, serve anche per evidenziare piccoli difetti o alterazioni.
La presenza nel vino di particelle solide in sospensione rendono torbida quanto questi filtri la luce del sole.
Il freddo aiuta la precipitazione di qualsiasi eccesso di acido tartarico nel vino.
Questo processo, nella fase iniziale, migliora la qualità del vino, tuttavia, se viene lasciato invecchiare per molti anni il processo di sedimentazione porterà ad un deterioramento delle caratteristiche organolettiche.

Colore & Limpidezza

Il colore dipende dal vitigno di origine, dal grado di maturazione delle uve, dal clima e dalla natura del terreno in cui è stato prodotto. La tonalità del colore è anche influenzata dall’età. I vini bianchi molto giovani presentano dei riflessi verdolini dovuti alla clorofilla. I vini ottenuti da uve molto mature assumono spesso un colore caldo e dorato.
Vini rossi giovani sono colore bluastro o violaceo, che cambia durante l’invecchiamento. Il colore dei vini rossi al giusto stadio di maturazione varia dal rosso rubino al granato più o meno intenso.
La fluidità è una sensazione tattile che si valuta roteando il bicchiere e osservando il leggero bordo oleoso incolore che si è formato sulle pareti e che scende giù lentamente disegnando degli “archetti”. Una fluidità eccessiva indica un vino poco strutturato, eccessiva viscosità indica un vino troppo strutturato. Raramente l’eccesso di viscosità è dovuto a patologie del vino.

Aroma & Gusto

La valutazione olfattiva di un vino è l’esame più importante. L’origine degli odori nel vino può essere derivato da uve, odore o aroma primario, come gli odori di frutti e fiori. Se l’odore si forma durante la fermentazione si parla di odore o aroma secondario, odori di lievito e alcuni aromi  fruttati.
Infine, se l’odore si forma durante l’invecchiamento è definito aroma terziario o bouquet, ad esempio gli odori della botte: la vaniglia, legno, tostatura.
Si definisce gusto l’insieme di sensazioni che si percepisce in bocca e che è legato sia al sapore che a stimoli di tipo olfattivo, tattile o termico.
L’acido tartarico è uno degli acidi più presenti nel vino e produce sulla lingua e sul palato una sensazione di freschezza molto piacevole, a volte si deposita sul fondo delle bottiglie che sono state lasciate al freddo.